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I costi “nascosti” della telefonia: dieci servizi a pagamento che fanno lievitare la bolletta

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I costi “nascosti” della telefonia: dieci servizi a pagamento che fanno lievitare la bolletta

Dal servizio “ti ho cercato” (e simili) all’ascolto dei messaggi in segreteria.
La denuncia dell’Unione Nazionale Consumatori

Spesso si tratta di cifre irrisorie che però – se sommate – possono far lievitare non di poco il costo della bolletta telefonica. Secondo l’Unione Nazionale Consumatori – che ha denunciato queste pratiche all’Antitrust – sono dieci i “costi nascosti” che possono comportare un aumento della spesa per la bolletta telefonica.

Soprattutto se l’utente non è abbastanza o per nulla informato sul costo di alcuni servizi di cui talvolta ignora perfino l’esistenza. “Negli ultimi mesi, complice il ‘pasticcio’ della fatturazione a 28 giorni, il numero di segnalazioni è persino triplicato!”, scrive l’associazione dei consumatori che accusa apertamente Tim, Vodafone, WindTre e Fastweb all’Autorità Antitrust di “addebitare in modo non trasparente alcuni costi dei servizi”. 

Ma di cosa stiamo parlando nello specifico? Tanto per cominciare ci sono servizi che avvisano l’utente nei casi in cui non è stato possibile contattarlo (“Chiamami”, “ti ho cercato” e via dicendo). Il costo? “Vodafone richiederebbe € 0,12 al giorno (ma solo quando utilizzato), Wind € 0,19 a settimana, Tre € 1,50 euro al mese e Tim € 1,90 al bimestre”.

Quanto costa ascoltare i messaggi in segreteria
E ancora: anche l’ascolto dei messaggi in segreteria secondo l’associazione  “non è comunicato adeguatamente ai consumatori”. Si va dagli 0,20 centesimi a chiamata chiesti da Tre, all’euro e cinquanta al giorno chiesto da Vodafone (solo in caso di utilizzo). Per quando riguarda Tim la tariffa dipende invece dal piano tariffario.

Il costo per conoscere il credito residuo
E poi c’è il pagamento della chiamata per conoscere il credito residuo per il quale Vodafone prevede un costo pari a € 0,40 per ogni telefonata al numero 414.

Occhio all’antivirus

Vodafone avrebbe peraltro   introdotto un servizio antivirus denominato Rete sicura:il servizio  è gratis per i primi 3 rinnovi, poi costa € 1 ogni 4 settimane. Purtroppo, scrive l’associazione de consumatori, “si rileva che molti utenti hanno lamentato di aver appreso che il rinnovo del servizio fosse a pagamento solo dopo aver ricevuto l’addebito del costo”.

“Molti consumatori – scrive l’avvocato Massimilano Dona, presidente dell’Unc – sono indignati per gli importi addebitati per la chiamata necessaria a conoscere il credito residuo o per aver utilizzato il cellulare come hotspot: se al danno si aggiunge la beffa di pagare senza saperlo si capisce bene perché  l’indignazione diventa rabbia nei confronti di quegli stessi operatori che vantano negli spot la loro serietà nei confronti del cliente”. 

“Purtroppo siamo di fonte ad un imbarbarimento etico del mercato della telefonia: per questo motivo – conclude Dona – abbiamo denunciato all’Authority Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb e abbiamo raccolto sul nostro sito www.consumatori.it tutti i costi nascosti in bolletta. E’ ora che i consumatori siano al corrente di quanto pagano e per cosa pagano, in maniera tale da poter fare scelte consapevoli”.

Fastweb: “Totale trasparenza”

In riferimento all’istanza presentata oggi dall’Unione Nazionale Consumatori all’AGCM sui “costi nascosti” applicati dagli operatori di telefonia fissa e mobile Fastweb precisa che l’azienda da oltre un anno ha intrapreso una politica commerciale di totale trasparenza nei confronti dei propri clienti: in particolare Fastweb non addebita ai propri clienti, né per il fisso né per il mobile, alcuna delle tipologie di “costo nascosto” citate nell’ambito dell’inchiesta condotta dall’Unione Nazionale dei Consumatori. L’unico costo addizionale attribuibile a Fastweb tra quelli citati nell’ambito dell’inchiesta è relativo agli 1,81 euro nella categoria “altri costi” e si riferisce al servizio di consegna degli elenchi telefonici. Tale servizio è facoltativo e nel caso in cui il cliente ne fruisca viene addebitato una volta all’anno. Inoltre tale voce è perfettamente esplicitata in fattura e dunque identificabile.  Fastweb ha deciso peraltro che dall’ 11 giugno 2018 il servizio sarà fornito solo chi ne faccia esplicita richiesta. Si rileva, infine, che nelle scorse settimane la stessa Fastweb ha presentato in AGCOM una propria segnalazione sul tema dei “costi nascosti” applicati dagli altri operatori, ritenendo necessario un intervento del regolatore per imporre una rappresentazione dei prezzi più chiara e trasparente, a tutela degli utenti e delle dinamiche concorrenziali nel mercato. Fastweb, riservandosi dunque di tutelare in ogni sede opportuna la propria reputazione a fronte delle dichiarazioni fatte circolare oggi, chiede all’Unione Nazionale Consumatori di distinguere nettamente, nell’ambito delle proprie inchieste e delle proprie dichiarazioni, le posizioni degli operatori che mettono in atto pratiche commerciali virtuose rispetto a meccanismi generalizzati del mercato.

Fonte: www.today.it

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